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presidente regionale giovanile fratelli d'italia, consigliere comunale
Pisano (Fratelli d’Italia): “Il movimento giovanile interviene nelle aree degradate”
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2017


“Con la pulizia della piazza del Caffè del Parco abbiamo voluto dare un segnale forte”, dichiara Michele Pisano,presidente regionale giovanile di Fratelli d’Italia e già assessore e consigliere comunale di Quartu.

Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fdi, ha ripulito la piazza e ha dimostrato che l’attività politica migliore è quella più vicina al cittadino. L’area ripulita è stata un’importante centro d’aggregazione per giovani e famiglie, nonché per operatori e clienti del mercato Coldiretti. Con il nostro gesto intendiamo evidenziare che c’è un forte disinteresse da parte dell’amministrazione comunale per i quartieri della città”,prosegue Pisano.

“Questa iniziativa segue la creazione dei circoli di quartiere, che servono a mettere in luce problemi e peculiarità di ogni territorio cittadino, coinvolgendo cittadini anche estranei in precedenza alla militanza politica. Questi mesi saranno importanti per aggiungere ulteriori tasselli per il programma elettorale da presentare ai cittadini alle prossime elezioni”, conclude Pisano.

Pisano (Fdi): "Per la Sardegna un piano per il lavoro"
post pubblicato in Diario, il 19 novembre 2017


di Michele Pisano 


L’assembleacongressuale è stata l’occasione perché Fratelli d’Italia facesse il puntodella situazione e delle prospettive della coalizione di centrodestra in vistadi appuntamenti elettorali che ci saranno nel giro di un anno e mezzo: duetornate di elezioni amministrative, le politiche, le regionali e le europee.

 

In questi mesi sarà necessario che il partito incentivi il rapporto con il territorio, costituisca circoli, svolga attività ed sia propositivo. Anche il movimento giovanile ha un ruolo importante in queste dinamiche. Tanto più perché, nel caso di Fratelli d’Italia, il partito e il movimento giovanile sono autonomi ma, allo stesso tempo, i giovani hanno un ruolo importante nel partito, sono dirigenti,amministratori locali e referenti dei territori, e i cosiddetti quadri del partito e i suoi eletti sono vicini al movimento giovanile. Questo è un elemento positivo: non c’è uno scollamento tra le due realtà, sia nel contesto della città metropolitana sia nel resto della provincia cagliaritana.

 

E dovendo affrontare appuntamenti elettorali tanto importanti il partito deve avere le idee chiare sulle decisioni politiche da attuare una volta al governo della Regione Sardegna. Veniamo da una giunta regionale che non è stata capace di prendere decisioni coraggiose: una giunta di persone preparate ma inadeguata all’amministrazione pubblica e all’attuazione delle politiche. E il centrodestra stesso non può rischiare di candidarsi, vincere e navigare a vista.

 

Prima di tutto, serve un piano per il lavoro. Un progetto che sia possibile mettere in atto, di cui si sappia dove reperire le risorse e gli effetti conseguenti. I numeri ci parlano chiaro: secondo i dati ISTAT, c’è una disoccupazione al 15 per cento,minore rispetto al resto del mezzogiorno italiano, in cui si attesta attorno al 19 per cento, ma sensibilmente maggiore rispetto ai dati del nord e del centro Italia, in cui è rispettivamente al 6 e al 9.

 

Rimane poi l’aspetto forse più drammatico, che è quello degli inattivi, di chi non cerca lavoro, ma soprattutto le persone talmente scoraggiate da aver smesso di cercare lavoro.

 

Dobbiamo quindi,essere in grado di fare da una parte i giusti investimenti, ma con la consapevolezza che questi non potranno mai bastare: dall’altra è necessario un piano di defiscalizzazioni, che permetterebbe realmente di rendere più facile creare un’attività stabile. Basti pensare che già nel 2013 si era intervenuti sull’IRAP, riducendolo del 70 per cento. Tasse in meno per chi decide di continuare a tenere in piedi un’impresa ma su cui grava il peso delle imposte dirette e indirette. Laddove la Regione sarda potrà intervenire, sarà opportuno che ciò avvenga: ci sono ancora sacche di spesa pubblica che appesantisce la macchina pubblica regionale rendendo certi settori inefficienti.

Insomma, menosprechi, meno tasse, più investimenti.

 

Ricordo, per esempio,che un ottimo investimento era il Piano per l’occupazione e il lavoro giovanile, che permetteva a migliaia di giovani sardi di lavorare nella Pubblica Amministrazione: non solo quindi fare un’esperienza diretta con uno stipendio adeguato, seppur a tempo determinato, ma anche mettere nel curriculum l’attività svolta da far valere in un concorso pubblico come titolo.Investimento significa anche questo. Non pensare solo a riempire la pancia oggi, ma anche studiare e applicare il modo attraverso cui domani si potrà camminare con le proprie gambe. Questo implica ripensare tutto l’apparato industriale sardo, caratterizzato da un investimento pubblico che ha manifestato tutta la sua poca appropriatezza. Vogliamo un’industria pesante o un’industria che punti alla ricerca? Dobbiamo porci queste domande.

 

Pensare al domani significa riprendere in mano la formazione professionale in Sardegna: siamo arrivati alla società che denigra i mestieri e ridicolizza l’artigianato.

Investiamo anche suquesto. Non possiamo pensare di avere una società in cui immense fette dimercato siano abbandonante a sé stesse, senza professionisti del mestiere e conuna sovrabbondanza in altri settori.

 

La Sardegna quindi,che si pone di per sé in un posizione terza rispetto al Nord Italia e al Mezzogiorno, non può copiare sistemi di altre realtà, ma deve essere in grado di fare una propria proposta. Dobbiamo capire in che modo la Pubblica Amministrazione sta perseguendo la sfida della semplificazione e della digitalizzazione; dobbiamo inoltre recepire le istanze dei diversi settori,penso al mondo agricolo, ortofrutticolo e d’allevamento, alla pesca, all’artigianato. Dobbiamo, inoltre, riallacciare i nodi con i sindacati, che spesso non sono stati teneri, ma questo fa parte del gioco. Saper scendere dal piedistallo, come ha il mondo degli accademici, ci porrà in una posizione favorevole.

 

Quindi, in conclusione, come Fratelli d’Italia dobbiamo ritagliarci un ruolo importante nella coalizione. Il partito cresce ma dobbiamo essere ancora più forti e credibili. Questo avverrà se metteremo al primo posto dell’agenda politica la sfida del lavoro, e soprattutto se sapremmo affrontarla a testa alta e con le giuste soluzioni.

Fdi: "Concorso assistenti giudiziari, tribunali senza personale, si scorra la gradutoria
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2017


CONCORSO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, 200 SARDI TRA GLI IDONEI 

PORTAVOCE FDI DEIDDA: "MA ORA NON SI VANIFICHI IL MERITO"

DEPUTATO MURGIA: "ORA LAVORO IN PARLAMENTO PER SCORRIMENTO GRADUATORIA"


"Fratelli d'Italia da tempo sta conducendo una battaglia affinché i posti vacanti siano ricoperti da coloro che si trovano nelle graduatorie degli idonei non vincitori. Non è opportuno che si vanifichi il merito e l'impegno attraverso scorciatoie per chi non ha partecipato al concorso" commenta Salvatore Deidda, portavoce regionale di FdI-AN, a proposito della graduatoria del concorso per assistenti giudiziari.

"Sono circa duecento i sardi che hanno sostenuto la prova finale. Come Fratelli d'Italia abbiamo già l'impegno del Capogruppo Fdi-An, Fabio Rampelli, a seguire la vicenda. Nei tribunali c'è tanto lavoro arretrato e c'è bisogno di personale. Si scorra pertanto la graduatoria."

“Una battaglia che abbiamo sostenuto e sosterremo assieme ai nostri giovani - ha affermato Bruno Murgia, deputato sardo di Fratelli d’Italia-AN - non è possibile che dopo un percorso di investimenti fatti in formazione e studio non si possa raggiungere il risultato sperato. Ci faremo voce delle problematiche degli idonei in parlamento fino a raggiungimento dell'obiettivo: scorrimento della graduatoria, senza scorciatoie per chi non ha sostenuto il concorso”, conclude il deputato.

"Una presa in giro del gruppo parlamentare del Partito Democratico", è quanto aveva dichiarato in una nota Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d'Italia, a seguito dell'emendamento del PD che metterebbe a rischio le speranze di ulteriori 1400 idonei del recente concorso per Assistente Giudiziario.

"Il Ministero della Giustizia ha bandito questo concorso nel novembre 2016 con l'obiettivo di rimpinguare le fila del personale nei tribunali. Un settore sotto organico e senza concorsi pubblici da più di vent'anni", dichiara Michele Pisano, presidente regionale di Gioventù Nazionale Sardegna.

"Gli idonei sono 4915, di cui 1400 vincitori, ma a seguito delle rassicurazioni del Ministro Andrea Orlando ci sarebbe uno scorrimento della graduatoria per ulteriori 1400 assunzioni", prosegue Pisano, "tuttavia ora assistiamo al serio rischio che le speranze di migliaia di idonei, che potrebbero non essere ricompresi in questi ulteriori vincitori, vengano vanificate a seguito di un emendamento del Partito Democratico".

"La nostra richiesta è che i 1400 siano tutti selezionati direttamente dalla graduatoria degli idonei e l'emendamento sia ritirato", conclude Pisano.

"Gioventù Nazionale evidenzia la grave violazione dell'art. 97, comma 3 Cost., il quale dispone esplicitamente che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso pubblico. La Consulta ha affermato che sarebbe insufficiente a giustificare la deroga alla selezione pubblica la semplice circostanza che determinate categorie di dipendenti abbiano prestato attività a tempo determinato presso l'amministrazione, come pure la personale aspettativa degli aspiranti ad una misura di stabilizzazione", dichiara Andrea Lorrai, dirigente di Gioventù Nazionale: inoltre, critica "la presa di posizione del senatore sardo Giuseppe Luigi Cucca, segretario regionale del Partito democratico, il quale, invece di sostenere la battaglia dei 200 sardi risultati idonei al concorso di assistente giudiziario, data anche la vicinanza alle elezioni politiche nazionali, sostiene la battaglia di chi non ha diritto all'impiego, e si dimentica dei suoi conterranei che in seguito a un anno di dure selezioni concorsuali ambiscono a un impiego negli uffici giudiziari italiani".

Fdi: "Raccolte nostre segnalazioni, ma ora si pensi a Piano di pronto intervento
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2017


"Sono passati mesi prima che la buca tra via Albinoni e via Gramsci venisse coperta ed è stata necessaria una mobilitazione anche a mezzo stampa, ma il risultato è stato ottenuto", dichiara il coordinamento di Fratelli d'Italia Quartu a pochi giorni dal comunicato contro il dissesto del manto stradale.

"La buca, che rischiava di creare gravi incidenti, è stata ripristinata dopo appena tre giorni dalla notizia che riportava il nostro comunicato. Questo tratto di manto stradale dissestato era emblematico rispetto ai tanti disagi legati alla viabilità cittadina", prosegue la nota di Fdi, "Noi continueremo a raccogliere le segnalazioni dai quartieri e saremo megafono dei cittadini. È necessario che l'ordinaria amministrazione non sia più una gentile concessione".

"Per questo ribadiamo la nostra richiesta di istituire una squadra di pronto intervento che sia immediatamente reperibile e che sistemi il manto stradale in poco tempo.  Serve recuperare il distacco che si è venuto a creare non solo tra la politica cittadina e i quartesi, ma anche tra la politica stessa e il suo personale, in particolare con il cantiere comunale", conclude Michele Pisano, presidente regionale giovanile di Fratelli d'Italia e già assessore e consigliere comunale.
Pisano (FdI): "Buche, risarcimento danni manda in default il Comune"
post pubblicato in Diario, il 6 novembre 2017


"Accelerare il pronto intervento sul manto stradale per evitare spiacevoli situazioni e richieste di risarcimento", e quanto chiede Fratelli d'Italia Quartu Sant'Elena, che ha documentato le buche sulle strade della città.

"Siamo consapevoli che non si possa risolvere di punto in bianco la situazione delle buche della città, ma da parte dell'amministrazione servirebbe una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono", prosegue la nota di Fdi.

"Purtroppo le segnalazioni di buche stradali si moltiplicano e ora con l'arrivo delle piogge la situazione potrebbe degenerare. Bisogna evidenziare che a ogni incidente causato da un problema del manto stradale segue una richiesta di risarcimento danni. È per questo che è necessario ripensare a una soluzione, prevedendo le risorse per una squadra di pronto intervento efficiente, che è anni che aspetta di vedere la luce", dichiara Michele Pisano, presidente regionale giovanile di Fratelli d'Italia e già assessore comunale di Quartu Sant'Elena, "purtroppo però dobbiamo sottolineare che i rappresentanti dell'amministrazione sono molto distanti dal territorio, conoscono poco i problemi dei quartieri e delle periferie, e questo alimenta il malcontento tra i cittadini. Inoltre, è evidente un distacco tra la parte politica e gli uffici, tra cui il cantiere comunale, che dovrebbe ricevere direttive e risorse per l'ordinaria amministrazione, per esempio una sicura
viabilità", conclude Pisano.
Gioventù in movimento
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2017


Sabato 15 luglio si è svolto a Oristano il primo congresso regionale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d'Italia. È stato eletto presidente regionale Michele Pisano


In questa giornata storica per la destra isolana, una comunità quasi totalmente rinnovata ha deciso di costruire, mattone per mattone, la casa della nostra gioventù.

Grazie all'appoggio dei dirigenti e degli iscritti, avrò la responsabilità di accompagnare il movimento in questo percorso. Abbiamo attraversato decenni di storia italiana in qualità di destra giovanile, ma in realtà, la nostra esistenza, ha radici ben più profonde. Affondano nella civiltà millenaria europea, nel cristianesimo, nella tradizione delle nostre comunità.

Sarà possibile tutto questo attraverso la consapevolezza di essere liberi. Libertà intesa come saper scegliere cosa sia il bene per l'Italia e per la persona che abbiamo accanto, in un mondo che ha paura delle certezze e si spinge sempre di più verso il relativismo più bieco. Abbiamo il compito, con decisa semplicità, di affermare che due più due fa quattro, e che le foglie sono verdi d'estate, come diceva Chesterton. Non siamo affascinati da strane alchimie, da carrierismo e arrivismo.

Abbiamo il dovere di non rimanere chiusi nella nostra individualità. Nessuno di noi può bastare a sé stesso. C'è bisogno di riallacciare i nodi di un percorso comunitario, di un racconto che canta la lealtà,l'amicizia, il senso di amore per la propria terra e il rispetto per il prossimo.

Ecco, penso che questa storia possa iniziare nuovamente se saremo in grado di seguire due semplici ma concrete linee guida. La prima, è ritrovare il piacere di conoscere realmente i nostri territori e tornare a parlare ai giovani delle piccole e delle grandi comunità locali così come all'interno delle scuole e delle facoltà universitarie. La seconda è quella di riappropriarci della nostra realtà di persone, consapevoli che i percorsi in solitaria non hanno vita lunga.

È necessario riabbracciare una comunità in movimento che parli a tutti, e che abbia al suo interno voci diverse, profonde, che sappiano ricercare il buono che c'è in questo mondo. Tutto questo per un vincere più grande, il bene dell'Italia, libera, forte, prospera.

In alto i cuori!

Michele Pisano


Quartu, una città a misura di famiglia?
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2017


Pubblicato su www.fratelli-italia-quartu.blogspot.it

di Michele Pisano
Dirigente Fratelli d'Italia, già assessore e consigliere comunale

Sono numerosi i residenti a Quartu Sant'Elena che tempo fa scelsero la terza città della Sardegna come centro in cui abitare e crescere la propria famiglia. Questo perché è un territorio affascinante, a pochi chilometri da Cagliari e dagli svincoli per l'hinterland della provincia. Inoltre, negli ultimi decenni, ebbe un notevole sviluppo nell'erogazione dei servizi. Tutto questo però si è arenato negli ultimi anni, forse, a occhio e croce, negli ultimi quindici, in cui è mancata una politica lungimirante e attenta al mondo che cambiava freneticamente.
Il più delle volte, gli stessi amministratori locali hanno interpretato il loro ruolo più come una missione, che con visione. Quest'ultima, infatti, manca ed è mancata. Parrebbe infatti che si viva alla giornata, senza il coraggio di investire seriamente e di attrarre investimenti, sia pubblici che privati.
Quella che un tempo era una città vivibile per le famiglie, oggi si è impoverita, e l'erogazione di servizi dimezzata, pur con una tassazione alta che grava sulle tasche del cittadino.
Il caso dell'asilo di via Boito è emblematico. Ci chiediamo, in qualità di dirigenti di partito, cittadini, e, alcuni di noi, ex amministratori, in che modo possa una città essere attrattiva verso l'esterno quando anche le necessità più basilari non possono essere soddisfatte. Tutto oggi si esaurisce sui social network o in riunioni fini a sé stesse, ma manca, appunto, la visione. Perché una città incastonata tra il mare, la campagna e la montagna, soffre così tanto? Non tutto è riconducibile alle negligenze della politica, certo, spesso accompagnata dalla quasi totale assenza di fermento culturale. Ma un ruolo, in questa crisi della terza città della Sardegna, lo riveste sicuramente chi governa - e mi ci metto anche io, che ho nel mio piccolo fatto parte di una squadra che ha amministrato per cinque anni - che probabilmente non è in grado di recepire i problemi e affrontarli con tutti gli strumenti a disposizione, accontentandosi dei provvedimenti tampone.
L'asilo di via Boito, appunto. Questo è ormai meta di sbandati e il suo quartiere, Santo Stefano, che conta un sesto degli abitanti di Quartu Sant'Elena, è in balia di sé stesso. Addirittura è stato privato di un edificio che ha ospitato tanti di noi, e ora meriterebbe di essere rimesso nuovamente nelle condizioni di garantire un servizio alla città. 
Due notti fa, per l'ennesima volta, è stato vandalizzato, incendiato e reso ulteriormente inagibile in alcuni suoi lati. Evidente anche un palese disagio di chi sfoga la propria noia di vivere nella delinquenza senza freni, complice il fatto di aver creato negli anni un simil-ghetto alle porte del Parco del Molentargius.
Già due anni fa intervenni con un'interrogazione sulla sicurezza nel quartiere Santo Stefano e sul futuro dell'asilo di via Boito. E anche oggi, tutto tace. Senza una visione.


Saremo la sorpresa di questa elezioni
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2015


Quartu Sant'Elena, Fratelli d'Italia con Mauro Contini 

Alla presentazione della ricandidatura a sindaco di Quartu Sant'Elena di Mauro Contini era presente anche Fratelli d'Italia-An, con il coordinatore regionale Salvatore Deidda, il coordinatore cittadino Gianni Tanca, il consigliere comunale Michele Pisano, dirigenti, militanti e rappresentanti del movimento giovanile. Presente insieme con Fratelli d'Italia anche Gianmario Muggiri, coordinatore dell'associazione politica Destra Sociale.

«Ripartire da Is Arenas è stata una scelta positiva e rappresenta sicuramente la prima tappa di un percorso che porterà alla vittoria. Ci presentiamo in coalizione certi di essere la sorpresa e la forza rinnovatrice di queste elezioni. Abbiamo una classe dirigente giovane e preparata per affrontare la tornata elettorale e i prossimi cinque anni di governo della terza città della Sardegna, con inoltre il contributo di chi negli ultimi anni si era allontanato dalla politica e ora intende sostenere Fratelli d'italia», è il commento di Salvatore Deidda, intervenuto durante la conferenza stampa.

«Nella passata legislatura abbiamo stretto un ottimo rapporto di collaborazione politica con Mauro Contini, portando in Consiglio Regionale diverse battaglie riguardanti la città di Quartu Sant'Elena - la salvaguardia e il recupero dello Stadio Is Arenas e il SUAP dell'edilizia - anche grazie alla presenza in giunta e poi in consiglio comunale di Michele Pisano, che ha portato avanti numerose battaglie politiche. Ora ricostruiamo un soggetto inclusivo che si prepara a governare con serietà e impegno la città di Quartu Sant'Elena», conclude Deidda.
Fratelli d’Italia: «Meno tasse un obiettivo concreto»
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2015


Tasi, sì all’abolizione proposta dal sindaco

«Tagliare le tasse è doveroso. L’amministrazione ha dimostrato di aver saputo tenere i conti a posto e ora dobbiamo sforbiciare il carico fiscale sui cittadini», è la risposta del Consigliere Comunale di maggioranza Michele Pisano, Fratelli d’Italia, alla proposta del sindaco Mauro Contini di abolire la Tasi attraverso il nuovo Bilancio.
«Il livello di tassazione è insostenibile a causa di una pressa statale che stritola il contribuente. Il governo Renzi, tra l’altro, peggiora la situazione di artigiani, imprenditori e partite Iva. Fratelli d’Italia, come già dimostrato in Parlamento, spinge per una drastica diminuzione delle tasse attraverso il taglio della spesa improduttiva. Ben venga quindi l’immediata approvazione del Bilancio in Giunta e poi il passaggio in Aula. Fratelli d’Italia voterà favorevole al taglio della tassazione, con l’impegno di programmare la diminuzione di tasse anche nel prossimo mandato elettorale», conclude Pisano.

Is Arenas, modificata la viabilità
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2015


«Il ripristino del doppio senso di marcia in via Perdabona è una delle modifiche alla viabilità di questo mese. La proposta presentata da Fratelli d'Italia all'assessorato alla Viabilità, e supportata soprattutto dalle segnalazioni dei residenti, è stata presa in considerazione e la segnaletica orizzontale è stata tracciata. Ci rendiamo disponibili a verificare sul campo eventuali altre richieste e valutare lo stato del traffico. A livello politico, abbiamo previsto una commissione viabilità e traffico all'interno del partito cittadino, al fine di studiare la migliore pianificazione strategica settoriale». Lo dichiara Michele Pisano, Consigliere Comunale a ?Quartu? di Fratelli d'Italia, a seguito della modifica della viabilità nel quartiere di Is Arenas.
Primarie delle persone e delle idee. Proviamoci
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2015


L’argomento delle primarie rilanciato questi giorni merita una breve riflessione. Il tema è stato rilanciato dal sindaco Mauro Contini auspicando un coinvolgimento nella scelta del candidato e nella formazione dei programmi. 

Questo strumento di democrazia partecipativa non è mai riuscito pienamente a coinvolgere tutti. Per certi versi anche a ragione. Chi definisce le primarie come strumento che sia panacea di tutti i mali sbaglia. Ci sono molteplici aspetti contradditori, ma qui rischierei di scivolare su argomentazioni di principio e di pratica senza guardare al punto. 
Tralasciando quindi i fattori specifici, e argomentando esclusivamente su Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna, ricordo che è uno dei pochissimi centri amministrati da una coalizione non di sinistra, e la cui amministrazione punta a essere riconfermata per altri cinque anni.

Ritengo che laddove ci sia un sindaco uscente sia politicamente naturale la ricandidatura di quest’ultimo. Non è però tabù svolgere le primarie, anzi. Costituirebbero un  elemento di forza, soprattutto se svolte in un ambiente in cui il coinvolgimento della base o del semplice cittadino è sempre stata rimandata. 

La proposta di svolgerle nella nostra Città è da tenere in considerazione. Ovviamente senza far passare troppe settimane e vanificare tutto. Il mio invito è di discuterne. 
Evito le frasi fatte, “per il bene della città” ecc. Meglio andare alla questione vera e propria. Vogliamo ricostruire un’alleanza che si è naturalmente andata a sciogliersi anche, e secondo me soprattutto, per motivi fisiologici in quanto tutto il quadro politico dal 2010 a oggi è mutato drasticamente? Si vuole ricostruire un progetto amministrativo con le forze che ci hanno accompagnato in questi anni e con nuovi soggetti civici e partitici? Io penso che sia doveroso provarci. 

È per questo che chiedo ai colleghi di maggioranza, a quelli di “non maggioranza” e a quelli che al momento sono distanti, di fare un tentativo. Sono quindi d’accordo alla formazione di un tavolo politico del centrodestra che riparta da Quartu. Parlo appunto di formazione e di ripartenza, perché le dinamiche cambiano e bisogna adattarsi all’attuale periodo. E penso inoltre che mettere in piedi un processo partecipativo sia un elemento ulteriore che arricchisce chi ha il compito di amministrare la città.

Proviamoci allora. Primarie delle persone, delle idee. Perché no?


Michele Pisano
Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia 
Città di Quartu Sant’Elena 
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