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presidente regionale giovanile fratelli d'italia, consigliere comunale
Pisano (Fratelli d’Italia): “Il movimento giovanile interviene nelle aree degradate”
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2017


“Con la pulizia della piazza del Caffè del Parco abbiamo voluto dare un segnale forte”, dichiara Michele Pisano,presidente regionale giovanile di Fratelli d’Italia e già assessore e consigliere comunale di Quartu.

Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fdi, ha ripulito la piazza e ha dimostrato che l’attività politica migliore è quella più vicina al cittadino. L’area ripulita è stata un’importante centro d’aggregazione per giovani e famiglie, nonché per operatori e clienti del mercato Coldiretti. Con il nostro gesto intendiamo evidenziare che c’è un forte disinteresse da parte dell’amministrazione comunale per i quartieri della città”,prosegue Pisano.

“Questa iniziativa segue la creazione dei circoli di quartiere, che servono a mettere in luce problemi e peculiarità di ogni territorio cittadino, coinvolgendo cittadini anche estranei in precedenza alla militanza politica. Questi mesi saranno importanti per aggiungere ulteriori tasselli per il programma elettorale da presentare ai cittadini alle prossime elezioni”, conclude Pisano.

Pisano (Fdi): "Per la Sardegna un piano per il lavoro"
post pubblicato in Diario, il 19 novembre 2017


di Michele Pisano 


L’assembleacongressuale è stata l’occasione perché Fratelli d’Italia facesse il puntodella situazione e delle prospettive della coalizione di centrodestra in vistadi appuntamenti elettorali che ci saranno nel giro di un anno e mezzo: duetornate di elezioni amministrative, le politiche, le regionali e le europee.

 

In questi mesi sarà necessario che il partito incentivi il rapporto con il territorio, costituisca circoli, svolga attività ed sia propositivo. Anche il movimento giovanile ha un ruolo importante in queste dinamiche. Tanto più perché, nel caso di Fratelli d’Italia, il partito e il movimento giovanile sono autonomi ma, allo stesso tempo, i giovani hanno un ruolo importante nel partito, sono dirigenti,amministratori locali e referenti dei territori, e i cosiddetti quadri del partito e i suoi eletti sono vicini al movimento giovanile. Questo è un elemento positivo: non c’è uno scollamento tra le due realtà, sia nel contesto della città metropolitana sia nel resto della provincia cagliaritana.

 

E dovendo affrontare appuntamenti elettorali tanto importanti il partito deve avere le idee chiare sulle decisioni politiche da attuare una volta al governo della Regione Sardegna. Veniamo da una giunta regionale che non è stata capace di prendere decisioni coraggiose: una giunta di persone preparate ma inadeguata all’amministrazione pubblica e all’attuazione delle politiche. E il centrodestra stesso non può rischiare di candidarsi, vincere e navigare a vista.

 

Prima di tutto, serve un piano per il lavoro. Un progetto che sia possibile mettere in atto, di cui si sappia dove reperire le risorse e gli effetti conseguenti. I numeri ci parlano chiaro: secondo i dati ISTAT, c’è una disoccupazione al 15 per cento,minore rispetto al resto del mezzogiorno italiano, in cui si attesta attorno al 19 per cento, ma sensibilmente maggiore rispetto ai dati del nord e del centro Italia, in cui è rispettivamente al 6 e al 9.

 

Rimane poi l’aspetto forse più drammatico, che è quello degli inattivi, di chi non cerca lavoro, ma soprattutto le persone talmente scoraggiate da aver smesso di cercare lavoro.

 

Dobbiamo quindi,essere in grado di fare da una parte i giusti investimenti, ma con la consapevolezza che questi non potranno mai bastare: dall’altra è necessario un piano di defiscalizzazioni, che permetterebbe realmente di rendere più facile creare un’attività stabile. Basti pensare che già nel 2013 si era intervenuti sull’IRAP, riducendolo del 70 per cento. Tasse in meno per chi decide di continuare a tenere in piedi un’impresa ma su cui grava il peso delle imposte dirette e indirette. Laddove la Regione sarda potrà intervenire, sarà opportuno che ciò avvenga: ci sono ancora sacche di spesa pubblica che appesantisce la macchina pubblica regionale rendendo certi settori inefficienti.

Insomma, menosprechi, meno tasse, più investimenti.

 

Ricordo, per esempio,che un ottimo investimento era il Piano per l’occupazione e il lavoro giovanile, che permetteva a migliaia di giovani sardi di lavorare nella Pubblica Amministrazione: non solo quindi fare un’esperienza diretta con uno stipendio adeguato, seppur a tempo determinato, ma anche mettere nel curriculum l’attività svolta da far valere in un concorso pubblico come titolo.Investimento significa anche questo. Non pensare solo a riempire la pancia oggi, ma anche studiare e applicare il modo attraverso cui domani si potrà camminare con le proprie gambe. Questo implica ripensare tutto l’apparato industriale sardo, caratterizzato da un investimento pubblico che ha manifestato tutta la sua poca appropriatezza. Vogliamo un’industria pesante o un’industria che punti alla ricerca? Dobbiamo porci queste domande.

 

Pensare al domani significa riprendere in mano la formazione professionale in Sardegna: siamo arrivati alla società che denigra i mestieri e ridicolizza l’artigianato.

Investiamo anche suquesto. Non possiamo pensare di avere una società in cui immense fette dimercato siano abbandonante a sé stesse, senza professionisti del mestiere e conuna sovrabbondanza in altri settori.

 

La Sardegna quindi,che si pone di per sé in un posizione terza rispetto al Nord Italia e al Mezzogiorno, non può copiare sistemi di altre realtà, ma deve essere in grado di fare una propria proposta. Dobbiamo capire in che modo la Pubblica Amministrazione sta perseguendo la sfida della semplificazione e della digitalizzazione; dobbiamo inoltre recepire le istanze dei diversi settori,penso al mondo agricolo, ortofrutticolo e d’allevamento, alla pesca, all’artigianato. Dobbiamo, inoltre, riallacciare i nodi con i sindacati, che spesso non sono stati teneri, ma questo fa parte del gioco. Saper scendere dal piedistallo, come ha il mondo degli accademici, ci porrà in una posizione favorevole.

 

Quindi, in conclusione, come Fratelli d’Italia dobbiamo ritagliarci un ruolo importante nella coalizione. Il partito cresce ma dobbiamo essere ancora più forti e credibili. Questo avverrà se metteremo al primo posto dell’agenda politica la sfida del lavoro, e soprattutto se sapremmo affrontarla a testa alta e con le giuste soluzioni.

Fdi: "Raccolte nostre segnalazioni, ma ora si pensi a Piano di pronto intervento
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2017


"Sono passati mesi prima che la buca tra via Albinoni e via Gramsci venisse coperta ed è stata necessaria una mobilitazione anche a mezzo stampa, ma il risultato è stato ottenuto", dichiara il coordinamento di Fratelli d'Italia Quartu a pochi giorni dal comunicato contro il dissesto del manto stradale.

"La buca, che rischiava di creare gravi incidenti, è stata ripristinata dopo appena tre giorni dalla notizia che riportava il nostro comunicato. Questo tratto di manto stradale dissestato era emblematico rispetto ai tanti disagi legati alla viabilità cittadina", prosegue la nota di Fdi, "Noi continueremo a raccogliere le segnalazioni dai quartieri e saremo megafono dei cittadini. È necessario che l'ordinaria amministrazione non sia più una gentile concessione".

"Per questo ribadiamo la nostra richiesta di istituire una squadra di pronto intervento che sia immediatamente reperibile e che sistemi il manto stradale in poco tempo.  Serve recuperare il distacco che si è venuto a creare non solo tra la politica cittadina e i quartesi, ma anche tra la politica stessa e il suo personale, in particolare con il cantiere comunale", conclude Michele Pisano, presidente regionale giovanile di Fratelli d'Italia e già assessore e consigliere comunale.
Pisano (FdI): "Buche, risarcimento danni manda in default il Comune"
post pubblicato in Diario, il 6 novembre 2017


"Accelerare il pronto intervento sul manto stradale per evitare spiacevoli situazioni e richieste di risarcimento", e quanto chiede Fratelli d'Italia Quartu Sant'Elena, che ha documentato le buche sulle strade della città.

"Siamo consapevoli che non si possa risolvere di punto in bianco la situazione delle buche della città, ma da parte dell'amministrazione servirebbe una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono", prosegue la nota di Fdi.

"Purtroppo le segnalazioni di buche stradali si moltiplicano e ora con l'arrivo delle piogge la situazione potrebbe degenerare. Bisogna evidenziare che a ogni incidente causato da un problema del manto stradale segue una richiesta di risarcimento danni. È per questo che è necessario ripensare a una soluzione, prevedendo le risorse per una squadra di pronto intervento efficiente, che è anni che aspetta di vedere la luce", dichiara Michele Pisano, presidente regionale giovanile di Fratelli d'Italia e già assessore comunale di Quartu Sant'Elena, "purtroppo però dobbiamo sottolineare che i rappresentanti dell'amministrazione sono molto distanti dal territorio, conoscono poco i problemi dei quartieri e delle periferie, e questo alimenta il malcontento tra i cittadini. Inoltre, è evidente un distacco tra la parte politica e gli uffici, tra cui il cantiere comunale, che dovrebbe ricevere direttive e risorse per l'ordinaria amministrazione, per esempio una sicura
viabilità", conclude Pisano.
Gioventù in movimento
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2017


Sabato 15 luglio si è svolto a Oristano il primo congresso regionale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d'Italia. È stato eletto presidente regionale Michele Pisano


In questa giornata storica per la destra isolana, una comunità quasi totalmente rinnovata ha deciso di costruire, mattone per mattone, la casa della nostra gioventù.

Grazie all'appoggio dei dirigenti e degli iscritti, avrò la responsabilità di accompagnare il movimento in questo percorso. Abbiamo attraversato decenni di storia italiana in qualità di destra giovanile, ma in realtà, la nostra esistenza, ha radici ben più profonde. Affondano nella civiltà millenaria europea, nel cristianesimo, nella tradizione delle nostre comunità.

Sarà possibile tutto questo attraverso la consapevolezza di essere liberi. Libertà intesa come saper scegliere cosa sia il bene per l'Italia e per la persona che abbiamo accanto, in un mondo che ha paura delle certezze e si spinge sempre di più verso il relativismo più bieco. Abbiamo il compito, con decisa semplicità, di affermare che due più due fa quattro, e che le foglie sono verdi d'estate, come diceva Chesterton. Non siamo affascinati da strane alchimie, da carrierismo e arrivismo.

Abbiamo il dovere di non rimanere chiusi nella nostra individualità. Nessuno di noi può bastare a sé stesso. C'è bisogno di riallacciare i nodi di un percorso comunitario, di un racconto che canta la lealtà,l'amicizia, il senso di amore per la propria terra e il rispetto per il prossimo.

Ecco, penso che questa storia possa iniziare nuovamente se saremo in grado di seguire due semplici ma concrete linee guida. La prima, è ritrovare il piacere di conoscere realmente i nostri territori e tornare a parlare ai giovani delle piccole e delle grandi comunità locali così come all'interno delle scuole e delle facoltà universitarie. La seconda è quella di riappropriarci della nostra realtà di persone, consapevoli che i percorsi in solitaria non hanno vita lunga.

È necessario riabbracciare una comunità in movimento che parli a tutti, e che abbia al suo interno voci diverse, profonde, che sappiano ricercare il buono che c'è in questo mondo. Tutto questo per un vincere più grande, il bene dell'Italia, libera, forte, prospera.

In alto i cuori!

Michele Pisano


Quartu, una città a misura di famiglia?
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2017


Pubblicato su www.fratelli-italia-quartu.blogspot.it

di Michele Pisano
Dirigente Fratelli d'Italia, già assessore e consigliere comunale

Sono numerosi i residenti a Quartu Sant'Elena che tempo fa scelsero la terza città della Sardegna come centro in cui abitare e crescere la propria famiglia. Questo perché è un territorio affascinante, a pochi chilometri da Cagliari e dagli svincoli per l'hinterland della provincia. Inoltre, negli ultimi decenni, ebbe un notevole sviluppo nell'erogazione dei servizi. Tutto questo però si è arenato negli ultimi anni, forse, a occhio e croce, negli ultimi quindici, in cui è mancata una politica lungimirante e attenta al mondo che cambiava freneticamente.
Il più delle volte, gli stessi amministratori locali hanno interpretato il loro ruolo più come una missione, che con visione. Quest'ultima, infatti, manca ed è mancata. Parrebbe infatti che si viva alla giornata, senza il coraggio di investire seriamente e di attrarre investimenti, sia pubblici che privati.
Quella che un tempo era una città vivibile per le famiglie, oggi si è impoverita, e l'erogazione di servizi dimezzata, pur con una tassazione alta che grava sulle tasche del cittadino.
Il caso dell'asilo di via Boito è emblematico. Ci chiediamo, in qualità di dirigenti di partito, cittadini, e, alcuni di noi, ex amministratori, in che modo possa una città essere attrattiva verso l'esterno quando anche le necessità più basilari non possono essere soddisfatte. Tutto oggi si esaurisce sui social network o in riunioni fini a sé stesse, ma manca, appunto, la visione. Perché una città incastonata tra il mare, la campagna e la montagna, soffre così tanto? Non tutto è riconducibile alle negligenze della politica, certo, spesso accompagnata dalla quasi totale assenza di fermento culturale. Ma un ruolo, in questa crisi della terza città della Sardegna, lo riveste sicuramente chi governa - e mi ci metto anche io, che ho nel mio piccolo fatto parte di una squadra che ha amministrato per cinque anni - che probabilmente non è in grado di recepire i problemi e affrontarli con tutti gli strumenti a disposizione, accontentandosi dei provvedimenti tampone.
L'asilo di via Boito, appunto. Questo è ormai meta di sbandati e il suo quartiere, Santo Stefano, che conta un sesto degli abitanti di Quartu Sant'Elena, è in balia di sé stesso. Addirittura è stato privato di un edificio che ha ospitato tanti di noi, e ora meriterebbe di essere rimesso nuovamente nelle condizioni di garantire un servizio alla città. 
Due notti fa, per l'ennesima volta, è stato vandalizzato, incendiato e reso ulteriormente inagibile in alcuni suoi lati. Evidente anche un palese disagio di chi sfoga la propria noia di vivere nella delinquenza senza freni, complice il fatto di aver creato negli anni un simil-ghetto alle porte del Parco del Molentargius.
Già due anni fa intervenni con un'interrogazione sulla sicurezza nel quartiere Santo Stefano e sul futuro dell'asilo di via Boito. E anche oggi, tutto tace. Senza una visione.


Ciclabilità Su Siccu, Pisano: «Occasione per promuovere il nostro territorio agli amanti delle due ruote in Europa»
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2013


«La pista ciclabile di Su Siccu è uno dei progetti legati a un discorso più ampio sulla ciclabilità. Uno snodo che collega Cagliari con Molentargius e Quartu Sant'Elena, che saprà offrire un servizio in un contesto territoriale affascinante.... Dovrà essere occasione per incentivare il marketing e la promozione dell'area vasta anche a fini turistici, raggiungendo gli amanti delle due ruote provenienti da tutta Europa.»

È quanto ha dichiarato l'assessore alla Gioventù e Internazionalizzazione del Comune di Quartu Sant'Elena, Michele Pisano, intervendo in occasione dell'inaugurazione della pista ciclabile di Su Siccu.
Pisano: «Risparmio energetico e contenimento spesa pubblica. In Municipio opera di sensibilizzazione»
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2013


Quartu Sant’Elena, 7 ottobre 2013 – Stop ad apparecchiature e luci e "dimenticate" accese in Comune: «il risparmio energetico si può garantire anche attraverso semplici comportamenti individuali». Con una lettera indirizzata i giorni scorsi a tutti i dirigenti comunali il neoassessore al Personale, Michele Pisano, invita «a estendere ai dipendenti l’invito a razionalizzare quanto più possibile il consumo di energia, soprattutto se assorbita da luci e apparecchiature elettroniche non necessarie o dimenticate accese». «L'obiettivo – spiega l'assessore Pisano – è sensibilizzare i lavoratori del Comune di Quartu Sant’Elena coinvolgendoli e facendoli sentire parte attiva di un processo di risparmio energetico del Palazzo Comunale». «Si tratta di un'opera di sensibilizzazione che si inserisce nel quadro delle iniziative poste in essere dall'Amministrazione comunale volte a garantire il Risparmio energetico», aggiunge, ricordando  la recente adozione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) da parte del Comune di Quartu. L'auspicio è che «tutti i lavoratori comunali, così come i cittadini, comprendano la necessità di risparmiare l'energia, non solo per rispetto dell'ambiente, ma anche in considerazione dell'elevato costo attuale dell’energia». «Molto si può fare anche attraverso semplici gesti: credo che in questo senso i dipendenti comunali, così come gli stessi amministratori, debbano dare l'esempio».

 
Pisano (Tea Party Italia), ridurre carico fiscale e burocrazia statale
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2013


Nota stampa Tea Party Italia

 

In Sardegna ufficializzato il coordinatore

Il movimento promuove politiche contro l’eccessiva tassazione e per uno Stato più leggero

 

 

«Il movimento Tea Party Italia nasce dall'esperienza e dall'esempio del Tea Party Movement Statunitense che riunisce tutti coloro che credono nella necessità di uno Stato meno opprimente dal punto di vista fiscale e per promuovere l’abbattimento della spesa pubblica e la sburocratizzazione dell’apparato statale», è quanto dichiara Michele Pisano, coordinatore regionale del Tea Party Italia.

 

«L’obiettivo è quello di aggregare tutte le anime della galassia liberale, libertaria e conservatrice italiana.
Il movimento è apartitico ma aperto a tutti i rappresentanti delle istituzioni e della politica, locali e nazionali, che vogliano dimostrare pubblicamente, con la loro adesione, un impegno concreto nel promuovere le istanze di cui la protesta si fa carico. Pertanto sono invitati ad aderire e collaborare tutti coloro che volessero dare un contributo concreto alle battaglie di cui il Tea Party si fa portavoce», prosegue Pisano.

 

«Uno dei temi più sentiti è quello relativo al carico fiscale ormai insostenibile», dichiara David Mazzerelli, fondatore del Tea Party Italia. «Ci siamo resi conto che le cose stanno andando a rotoli e che tra qualche anno, o forse già da adesso, saremo molto più poveri dei nostri genitori. L'Italia sta regredendo, ed è necessario ridare slancio tagliando la spesa pubblica e liberando i cittadini dall’eccessiva tassazione.»

 

Il movimento invita tutti gli interessati a prendere contatti per proposte e iniziative comuni.

 

 

 

 

Contatti

info@teapartyitalia.it o coordinamento@teapartyitalia.it

Michele Pisano


Quoziente familiare
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2010


Settimana intensa. 
Domani, venerdì, sarà in Sardegna in Sindaco di Roma Gianni Alemanno. 
Alle 14:30 terrà una conferenza stampa all'aeroporto di Elmas. 
Alle 16:30 si sposterà a Carbonia dove ci sarà il Consiglio Comunale allargato, e alle 18 la visita si concluderà con un comizio a Sant'Antioco.

Nel mentre questi giorni c'è grande mobilitazione per l'iniziativa di Identitario.org che propone, così come il Sindaco di Roma, il quoziente familiare. 
In Sardegna i Circoli Nuova Italia hanno aderito compatti.


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