Blog: http://michelepisano.ilcannocchiale.it

Quartu e il Risiko politico

Tratto da Ad Maiora Media, di Michele Pisano


Quartu Sant'Elena, i punti di vista da osservatore politico. Mi spoglio della veste di persona che fa politica, e indosso quella da freelance nel Municipio di via Eligio Porcu. Per chi è amministratore locale la situazione che sta avvenendo in queste settimane a Quartu Sant'Elena è angosciante, confusa, di difficile comprensione nell'immediato futuro. Per chi invece è appassionato di politica, è un curioso o un attento analista, può trovare il meglio del meglio, da poter raccontare ai nipoti e ai giovanissimi prossimi avventurieri politici.

Infatti, a oggi i lavori del Consiglio comunale vanno a rilento e la maggioranza (?) a guida Pd è in stato iroso. Ma ancora attende, valuta, prende tempo. La politica è come il risiko. Che poi, il risiko stesso è politica. È decidere di attaccare, è decidere di difendersi, è decidere di non decidere. A Quartu è così, tutt'e tre le cose. Con la rottura tra il Partito Democratico e il suo sindaco e dirigente nazionale si apre un nuovo scenario. Se questa spaccatura sia momentanea o definitiva saranno i prossimi avvenimenti a dirlo.

Tornando al famoso gioco da tavola, il primo cittadino, dopo aver preso qualche giorno di tempo, ha metaforicamente deciso di lanciare i suoi dadi. L'ha fatto con piglio apparentemente deciso, eliminando le Americhe dai suoi immediati obiettivi, un'area importantissima per poter contare durante la partita. Qualche territorio ha resistito, garantendo i carri armati al giocatore.

Per il sindaco si apre una partita nella partita, puntando alla conquista di tanti piccoli spazi per poter andare avanti. Le Americhe vengono appunto ormai trascurate, quasi definitivamente, a meno che non si aprano collegamenti attraverso l'Asia più orientale o l'Europa del nord, ma tutto sembra ormai compromesso. E riprendendo un'interessante citazione raccolta in Aula, si potrebbe sostenere che il primo cittadino non andrà a Canossa, poiché è improbabile che si inginocchi per tre giorni e tre notti di fronte all'ingresso di Viale Regina Margherita, per chiedere perdono al Gregorio VII democratico.

Questo è quello che è apparso durante l'ultimo consiglio comunale, ma von Bismark ce l'ha insegnato, la politica è l'arte del possibile e la scienza del relativo.

Resta ora da capire, con viva curiosità, cosa potrebbe accadere. Gli scenari sono parecchi, tanto che, a seconda delle scelte, si verrebbe a battezzare un metodo Delunas, con aperture trasversali, ma qui siamo più sul solco di un racconto di Asimov piuttosto che della realtà quartese. Oppure, al fine di non terminare la legislatura in anticipo e avere un commissariamento già dai prossimi mesi, non è da escludere il rafforzamento dell'appoggio esterno del partito di maggioranza relativa attraverso un patto politico e una novella alleanza, tanto da poter ricompattare la maggioranza creatasi dopo il voto dell'ultima tornata elettorale. Ma a oggi, di messaggeri di pace nemmeno l'ombra.

Le minoranze intanto studiano le prossime mosse e cercano di capire cosa sarebbe più utile in caso di un ritorno alle urne nella primavera dell'anno prossimo. I vari movimenti che ruotano attorno al centro e alla destra, con l'aggiunta dei grillini, si sono paradossalmente visti "scippare" il ruolo dell'opposizione dal Partito Democratico stesso, che non ha esitato a chiarire la propria linea politica, pure differente al suo interno, durante i diversi appuntamenti del primo Consiglio comunale.

Il primo cittadino approfitterà di questi giorni per studierà le prossime mosse. Politicamente sta correndo forti rischi. Chi gioca a risiko può comprendere bene in che situazioni si trovi. È un po' come il giocatore con pochi carri armati a disposizione e una manciata di territori, apparentemente tagliato fuori dall'obiettivo finale. In quel caso si tenta il tutto per tutto, attaccando e confidando nella bontà dei dadi.

Oppure, in tale contesto, c'è un'altra tipologia di giocatore. Il taciturno costantemente sulle sue, che passa la mano per più turni, lasciando che siano gli altri attori ad attaccare e scontrarsi. Una sorta di resistenza, in questo caso di dubbia riuscita, che potrebbe privare delle energie sia fisiche che morali rimaste. In tutto questo scenario, che può essere più ricco di quanto appaia, rimane il fatto che l'Amministrazione è obiettivamente rallentata con un “uomo solo al comando”, come affermato da un rappresentante democratico.

Pertanto gli attacchi frontali piovuti ieri non fanno presagire nulla di buono, né oggi né domani. È improbabile che il Partito Democratico non subisca ripercussioni in un'eventuale prossima tornata elettorale, almeno per quanto riguarda la struttura. L'unità oggi non c'è, e già ci si preparerebbe a una nuova consultazione attraverso le primarie con gli attori protagonisti pronti a darsi battaglia nella stessa identica maniera di quelle ultime.

Di certo di armistizi non si vede neppure l'ombra. Più probabile un orgoglioso, per quanto confuso, tentativo di nuovo governo con le forze di maggioranza che hanno dimostrato fedeltà al sindaco e con il supporto di soggetti contrapposti alla coalizione di sinistra durante la consultazione elettorale. Nulla di strano da immaginare, ma difficile da concretizzare. Resta il fatto che lo spettacolo continua, il così ribattezzato Nuovo Cinema PD è aperto e a ogni consiglio comunale fa il pienone. Non si sa per quanto tempo ancora, né se sarà prevista una demolizione, una nuova gestione o una ristrutturazione.

Saranno le prossime settimane a chiarire un quadro di difficile ma politicamente interessantissima lettura.

Pubblicato il 22/7/2015 alle 17.21 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web